Oltre 150 persone hanno partecipato all’inaugurazione dei nuovi ambulatori delle Cucine Economiche Popolari. Una mattinata di incontro e condivisione, che ha restituito il valore di un servizio costruito nel tempo grazie all’impegno di tante persone e alla collaborazione con il territorio.
Sabato 10 ottobre, nell’ex canonica del Tempio della Pace, abbiamo vissuto un momento importante nella storia delle Cucine Economiche Popolari. L’inaugurazione della nuova sede del Servizio sanitario ha riunito volontari, operatori, rappresentanti delle istituzioni, realtà del territorio, sostenitori e amici delle Cep.
La partecipazione di oltre 150 persone ha dato alla mattinata un significato che va oltre l’apertura dei nuovi ambulatori: è stata l’occasione per riconoscere un impegno condiviso, cresciuto negli anni attorno al diritto alla salute e all’attenzione verso le persone che vivono situazioni di fragilità.

Un luogo in cui fermarsi e ripartire
Nel suo saluto iniziale, don Luca Facco, presidente della Fondazione Nervo Pasini, ha richiamato il significato della stazione di posta, la cui realizzazione rappresenta il primo passo verso le nuove Cep.
Un tempo, ha ricordato, le stazioni di posta erano luoghi in cui i viaggiatori potevano fermarsi, trovare ristoro, ricevere assistenza e riprendere il cammino. Un’immagine che descrive bene ciò che questi spazi intendono offrire oggi: un luogo di accoglienza e di sostegno per chi attraversa momenti difficili.
Richiamando la parabola del Buon Samaritano, don Luca ha affidato ai presenti un’espressione semplice e impegnativa: «Abbi cura di lui». Un invito rivolto ai medici, agli infermieri, ai volontari, alle istituzioni e a tutta la città.
La salute e il riconoscimento della dignità
La mattinata ha offerto anche l’opportunità di ripercorrere la storia del Servizio sanitario, raccontata da suor Albina Zandonà, e di riflettere sul suo significato attuale attraverso l’intervento del prof. Giuseppe Realdi, medico volontario delle Cep.
Realdi ha proposto una lettura dell’evoluzione delle Cucine attraverso tre bisogni fondamentali: il pane, la salute e la giustizia. Quest’ultima intesa come riconoscimento della dignità di ogni persona, della sua storia e della sua esperienza di vita.
Dietro una richiesta di assistenza sanitaria possono infatti emergere difficoltà che vanno oltre la malattia: isolamento, sofferenze personali, esperienze traumatiche e ostacoli nell’accesso ai servizi. Situazioni che richiedono competenze sanitarie, ma anche capacità di ascolto, comprensione e accompagnamento.
È in questa attenzione alla persona, prima ancora che al singolo bisogno, che si riconosce il significato più profondo dell’esperienza del Servizio sanitario delle Cep.

Un grazie che guarda avanti
La nuova sede è il risultato di un percorso reso possibile dalla collaborazione tra le Cep, la Diocesi di Padova, le istituzioni pubbliche, i professionisti, i volontari e le tante persone che sostengono quotidianamente le nostre attività.
A tutti coloro che hanno partecipato all’inaugurazione va il nostro ringraziamento, così come a chi, pur non essendo presente, continua a essere vicino alle Cep con il proprio tempo, le proprie competenze, il sostegno economico e la fiducia.
Il trasferimento dei nuovi ambulatori rappresenta una tappa concreta nel percorso verso le nuove Cucine Economiche Popolari. Una tappa che ci ricorda come gli spazi possano cambiare e migliorare, mentre il valore di ciò che vi accade continua a dipendere dalle persone e dalle relazioni che si costruiscono ogni giorno.
Per rivivere la mattinata e ascoltare gli interventi dell’inaugurazione è disponibile la registrazione integrale sul nostro canale YouTube:

Lavori finanziati dal PNRR – Missione 5 Inclusione e Coesione – Componente 2 – sottocomponente 1 Servizi Sociali, disabilità e marginalità sociale – Investimento 1.3 Housing First e stazioni di posta – Sub-investimento 1.3.2 Stazioni di Posta – Progetto 1 – messi a disposizione dal Comune di Padova per il progetto presentato dalla Fondazione Nervo Pasini